1. CONDOMINIO: IL CONDOMINO PUÒ CHIEDERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO SUBITO DAGLI ALTRI COMPROPRIETARI
  2. DANNO NON PATRIMONIALE: LA CASSAZIONE RITORNA SUL DANNO IURE PROPRIO DEI PROSSIMI CONGIUNTI DELLA VITTIMA
  3. DANNO DA ANIMALI: SOLO IL PROPRIETARIO (O CHI NE HA LA CUSTODIA) RISPONDE DEI DANNI CAGIONATI DALL’ANIMALE
  4. RESPONSABILITÀ CIVILE : NON ESISTE IL DANNO NON PATRIMONIALE IN RE IPSA
  5. DANNO FUTURO: IL RISARCIMENTO NON VA RIDOTTO IN PROPORZIONE DELL’INVALIDITÀ PERMANENTE
  6. RESPONSABILITÀ DA COSE IN CUSTODIA: PUÒ IL GIUDICE AMMETTERE AL PROCESSO UNA PROVA ATIPICA?
  7. IL DANNO ALLA PERSONA VA LIQUIDATO SECONDO LE TABELLE SOPRAVVENUTE NELLE MORE DELL’APPELLO
  8. CANE FA CADERE LA DOMESTICA: ESCLUSA LA RESPONSABILITÀ DEI PROPRIETARI
  9. L’ASSICURATORE PUÒ ECCEPIRE LA PRESCRIZIONE DEL DIRITTO DEL TERZO DANNEGGIATO
  10. IL CANE MUORE PER COLPA DEI VETERINARI? NEGATO AL PROPRIETARIO IL DANNO DA DEPRESSIONE
  11. LA PRESUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DEL CUSTODE PUÒ ESSERE VINTA CON PRESUNZIONI SEMPLICI
  12. IL DANNO CAGIONATO DALLA FAUNA SELVATICA È RISARCIBILE DALLA P.A. EX ART. 2043 C.C.
  13. LIQUIDAZIONE DANNO DA PERDITA DELLA CAPACITA’ LAVORATIVA: NECESSARIA ANCHE LA CAPITALIZZAZIONE DEI REDDITI FUTURI
  14. NO AL RISARCIMENTO DELL’INFORTUNIO IN ITINERE SE IL DIPENDENTE-DANNEGGIATO VI HA CONTRIBUITO
  1. CONDOMINIO: IL CONDOMINO PUÒ CHIEDERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO SUBITO DAGLI ALTRI COMPROPRIETARI

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

Secondo la Cassazione civile, sentenza 14 novembre 2019, n. 29506, l’azione risarcitoria esperita dal comproprietario di un bene pro indiviso per il minor godimento del bene derivante dalla violazione della normativa edilizia da parte del proprietario confinante, dovendosi presumere che egli abbia agito nell’interesse degli altri comunisti rimasti inerti, dà diritto ad ottenere la liquidazione del danno nella misura necessaria a compensare tutte le disutilità derivanti dalla compromissione delle facoltà dominicali concretizzatesi nel deprezzamento del bene comune.

Cass. civ., sentenza 14 novembre 2019, n. 29506

  • DANNO NON PATRIMONIALE: LA CASSAZIONE RITORNA SUL DANNO IURE PROPRIO DEI PROSSIMI CONGIUNTI DELLA VITTIMA

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

Secondo la Cassazione civile, ordinanza 31 ottobre 2019, n. 28168, se una persona venga dapprima ferita in conseguenza d’un fatto illecito, ed in seguito muoia a causa delle lesioni, nella stima del danno patito jure proprio dai suoi familiari il giudice deve tenere conto sia del dolore causato dalla morte, sia dalle apprensioni, dalle sofferenze e dalle rinunce patite dai suoi familiari per tutto il tempo in cui la vittima primaria fu invalida e venne da loro assistita.

Cass. civ., ordinanza 31 ottobre 2019, n. 28168

  • DANNO DA ANIMALI: SOLO IL PROPRIETARIO (O CHI NE HA LA CUSTODIA) RISPONDE DEI DANNI CAGIONATI DALL’ANIMALE

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

E’ vero che l’art. 2052 c.c. configura una responsabilità oggettiva a carico del proprietario o dell’utilizzatore dell’animale e che il danneggiato deve limitarsi a provare il nesso eziologico tra il comportamento dell’animale e il danno, incombendo sul danneggiante la prova del fortuito ma è altresì vero che, in mancanza di un fattore esterno idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, comprensivo del fatto del terzo o del fatto colposo del danneggiato, la responsabilità resta imputata a chi si trova in relazione con l’animale perché ne è proprietario o perché ha comunque un rapporto di custodia sul medesimo.

Cass. Civ., sentenza 19 luglio 2019, n. 19506

  • RESPONSABILITÀ CIVILE: NON ESISTE IL DANNO NON PATRIMONIALE IN RE IPSA

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

Il danno non patrimoniale subito in conseguenza di immissioni di rumore superiore alla normale tollerabilità non può ritenersi sussistente in re ipsa, atteso che tale concetto giunge ad identificare il danno risarcibile con la lesione del diritto (nella specie, quello al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione ed alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane) ed a configurare un vero e proprio danno punitivo, per il quale non vi è copertura normativa.

Cass. Civ., ord. 18 luglio 2019, n. 19434

  • DANNO FUTURO: IL RISARCIMENTO NON VA RIDOTTO IN PROPORZIONE DELL’INVALIDITÀ PERMANENTE

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

Il danno consistente nelle spese per assistenza personale, patito dalla vittima di lesioni personali, va liquidato ai sensi dell’art. 1223 c.c., stimando il costo presumibile delle prestazioni di cui la vittima avrà bisogno in considerazione delle menomazioni da cui è afflitta, rapportato alla durata presumibile dell’esborso. Il risarcimento così determinato è dovuto per intero, senza alcuna riduzione percentuale corrispondente al grado di invalidità permanente patito dal danneggiato.

Cass. Civ., ord. 3 luglio 2019, n. 17815.

  • RESPONSABILITÀ DA COSE IN CUSTODIA: PUÒ IL GIUDICE AMMETTERE AL PROCESSO UNA PROVA ATIPICA?

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

Nelle ipotesi di danni cagionati dalla fruizione di strade pubbliche, si configura in capo all’ente preposto alla custodia delle stesse una responsabilità ex art. 2051 c.c., tenuto conto della possibilità per la p.a. di esercitare effettivamente la custodia sul bene demaniale in considerazione della sua estensione. È quanto ribadito nella recentissima sentenza n. 1470 del 31.10.2019 emessa dal Tribunale di Reggio Emilia, nella quale il giudicante pone a fondamento del proprio convincimento una prova atipica – costituita dalla perizia stragiudiziale di parte attrice – utilizzabilità ai fini della decisione quale argomento di prova ex art. 116, comma 2, c.p.c.

Tribunale di Reggio Emilia, sentenza 31 ottobre 2019, n. 1470

  • IL DANNO ALLA PERSONA VA LIQUIDATO SECONDO LE TABELLE SOPRAVVENUTE NELLE MORE DELL’APPELLO

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

Secondo la Cassazione, ordinanza 22 novembre 2019, n. 30516, quando, all’esito del giudizio di primo grado, l’ammontare del danno alla persona sia stato determinato secondo il sistema “tabellare”, la sopravvenuta variazione – nelle more del giudizio di appello – delle tabelle utilizzate legittima il soggetto danneggiato a proporre impugnazione, per ottenere la liquidazione di un maggiore importo risarcitorio, allorquando le nuove tabelle prevedano l’applicazione di differenti criteri di liquidazione o una rideterminazione del valore del “punto-base” in conseguenza di una ulteriore rilevazione statistica dei dati sull’ammontare dei risarcimenti liquidati negli uffici giudiziari.

Cass. Civ., ord. 22 novembre 2019, n. 30516

  • CANE FA CADERE LA DOMESTICA: ESCLUSA LA RESPONSABILITÀ DEI PROPRIETARI

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

La Cassazione, sentenza 22 novembre 2019, n. 30519, si occupa di un sinistro avvenuto in ambiente domestico (aggressione di un cane alla donna delle pulizie, caduta dalla scala): viene invocata la responsabilità del proprietario dell’animale, ai sensi dell’art. 2052 c.c., ma la domanda viene respinta, per mancanza di prova del nesso causale.

Cass. civ., sent. 22 novembre 2019, n. 30519

  • L’ASSICURATORE PUÒ ECCEPIRE LA PRESCRIZIONE DEL DIRITTO DEL TERZO DANNEGGIATO

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

L’assicuratore della responsabilità civile (non obbligatoria) dell’autore di un fatto illecito, quando sia chiamato in causa dall’assicurato, è legittimato a sollevare l’eccezione di prescrizione del diritto vantato dal terzo danneggiato nei confronti dell’assicurato. Tale eccezione, se fondata, ha effetto estintivo del credito vantato dal terzo nei confronti dell’assicurato, quand’anche quest’ultimo l’abbia sollevata tardivamente. È quanto si legge nella sentenza della Cassazione del 28 novembre 2019, n. 31071.

Cass. civ., sent. 28 /11/2019, n. 31071

  1. IL CANE MUORE PER COLPA DEI VETERINARI? NEGATO AL PROPRIETARIO IL DANNO DA DEPRESSIONE

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

In caso di morte di un cane di razza per errore diagnostico dei medici veterinari (i quali non avevano immediatamente sottoposto a radiografia l’animale che aveva ingerito una noce), poiché non sussistono gli estremi di reato né ricorre la lesione di alcun valore della persona costituzionalmente protetto, non spetta al padrone il risarcimento del danno non patrimoniale. A stabilirlo è il Tribunale di Rieti con sentenza 4 maggio 2019 n. 347.

Trib. di Rieti, sez. civ., sentenza 4 maggio 2019 n. 347

  1. LA PRESUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DEL CUSTODE PUÒ ESSERE VINTA CON PRESUNZIONI SEMPLICI

Fonte: Quotidiano Giuridico, Pluris UTET Cedam

Secondo la Cassazione, sentenza 3 dicembre .2019, n. 31450, costituendo la presunzione di responsabilità del custode una presunzione non assoluta, rientra nella valutazione di competenza del giudice del merito lo stabilire se le risultanze di causa siano tali da consentirne eventualmente il superamento ed a tale conclusione detto giudice può pervenire anche facendo leva su presunzioni semplici, ossia su argomenti di carattere logico, in ordine ai quali la verifica di legittimità esercitata dalla Corte di cassazione non può andare oltre i limiti del vizio motivazionale di cui alla nuova formulazione dell’art. 360 n. 5 c.p.c.

Cass. civ., sez. III, sentenza 3 dicembre .2019, n. 31450

  1. IL DANNO CAGIONATO DALLA FAUNA SELVATICA È RISARCIBILE DALLA P.A. EX ART. 2043 C.C.

Fonte: www.ilcaso.it

In tema di responsabilità extracontrattuale, il danno cagionato dalla fauna selvatica in circolazione è risarcibile dalla P.A. non ex art. 2052 c.c., essendo lo stato di libertà della selvaggina incompatibile con qualsiasi obbligo di custodia, ma, anche dopo l’entrata in vigore della l. n. 157 del 1992, in forza dell’art. 2043 c.c., con la conseguenza che spetta al danneggiato provare la condotta colposa causalmente efficiente dell’ente pubblico. In particolare, il dovere della P.A. di predisporre dispositivi specifici per avvisare dei rischi o scoraggiare l’attraversamento degli animali può trovare fondamento solo in norme particolari poste a tutela di chi si trovi ad attraversare un certo territorio in una situazione di concreto pericolo, da valutare “ex ante”, quale è, con riguardo all’utilizzo della rete viaria, l’art. 84, comma 2, reg. es. c.d.s., che impone, a fini general-preventivi e sulla base di un principio di precauzione, l’installazione di segnali “quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un conducente che osservi le normali regole di prudenza

Cass. Civ., sez. III, 18 Febbraio 2020, n. 4004

  1. LIQUIDAZIONE DANNO DA PERDITA DELLA CAPACITA’ LAVORATIVA: NECESSARIA ANCHE LA CAPITALIZZAZIONE DEI REDDITI FUTURI

Fonte: www.puntodidiritto.it

In presenza di un danno da perdita della capacità lavorativa sofferto da una persona che aveva già, al momento dell’illecito, un reddito da lavoro, la liquidazione deve avvenire sommando due voci tra loro diverse: 1) da un lato i redditi perduti dalla vittima dal momento dell’illecito a quello della liquidazione, danni per i quali il lucro cessante ormai è certo 2) dall’altro la capitalizzazione dei redditi futuri che la vittima presumibilmente perderà dal momento della liquidazione in poi in base ad un coefficiente di capitalizzazione corrispondente all’età della vittima dal momento in cui si compie l’operazione di liquidazione

Cass. Civ. Sez. VI, 28/02/2020 n. 5458

  1. NO AL RISARCIMENTO DELL’INFORTUNIO IN ITINERE SE IL DIPENDENTE-DANNEGGIATO VI HA CONTRIBUITO

Fonte: www.puntodidiritto.it

Legittimo il provvedimento del Comitato per la verifica delle cause di servizio il quale ha escluso che il sinistro stradale lamentato dal dipendente della PA possa essere qualificato infortunio in itinere pur essendo incontroverso che si è verificato durante il tragitto tra la sede di servizio e l’abitazione dell’interessato poiché nella sua verificazione è stato determinante il comportamento tenuto dallo stesso interessato alla guida del proprio automezzo interrompendo così il nesso causale.

Consiglio di Stato, Sez. IV, 27/01/2020 n. 643

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Avv. Silvia Vayra silvia.vayra@avvocatosilviavayra.com