Tribunale di Rimini – Sentenza del 15/12/2017

Tribunale Modena – Sentenza n. 2022/2017

La sentenza del Tribunale di Rimini affronta una questione di responsabilità medica per autorimozioni di stenosi tracheale, lesive e pregiudizievoli del paziente nel corso della degenza determinanti il decesso. Viene preso in esame il conflitto fra autodeterminazione terapeutica del paziente ed obblighi di ordine pubblico e/o di contenzione fisica dettati dallo stato di necessità.

Nel corso del giudizio è stata accertata una assidua vigilanza del personale sanitario che però è risultata inutile ad evitare l’evento che poteva essere evitato solo attraverso l’uso dei mezzi di contenzione, per i quali è necessario acquisire il consenso informato del paziente.  Il Tribunale analizza le due interpretazioni presenti in giurisprudenza e dottrina: a) il diniego di cure non può mai pregiudicare la salute dell’individuo fino a portarlo al suicidio (artt. 579 e 580 c.p.), indisponibilità della vita (art. 5 c.c.), e atti indisponibili (art 40 co. 2 c.p., posizione garanzia del medico); b) diritto in capo all’individuo di opporsi alle cure, diritto che fa perno sulla libera volontà del paziente (artt. 2 , 13, 32 Cost., inviolabilità della persona e diritto alla salute).

Il Tribunale opta per l’autodeterminazione terapeutica del paziente (b) limitando le iniziative sanitarie solo a quelle dettate dallo stato di urgente necessità, e nel caso in cui il paziente si trovi in stato temporaneo di incapacità di intendere e di volere.  Attori soccombenti – Convenuti vittoriosi con compensazione delle spese legali per le gravi ed eccezionali ragioni (una sorta di compensazione morale del danno!).

 Si ritiene che la questione ancora non risolta sia la definizione di incapacità temporanea di intendere e di volere”, considerato che nella stessa sentenza il Giudice riconosce che il paziente aveva dato “chiari segni di un profondo stato depressivo” tali da ritenere utile un supporto psicologico /psichiatrico (il paziente viene definito a rischio suicidario).  La Corte d’Appello di Bologna con sentenza del 4/7/2017 nella causa RG 648/2015 decideva in senso diametralmente opposto. Utile ricordare che l’art 428 c.c., prevede la possibilità di annullare atti posti in essere da persona incapace d’intendere e di volere, per qualsiasi causa anche temporanea, sebbene non interdetta, se ne risulta un grave pregiudizio all’autore.

La sentenza del Tribunale di Modena merita di segnalazione, in quanto, nella parte relativa alla quantificazione del danno, il Giudice applica il criterio enunciato dalla Suprema Corte (SS. UU. 26972/2008) in punto alla liquidazione della personalizzazione. Applicando le Tabelle del Tribunale di Milano e ribadendo che  si deve fare riferimento ad una unica quantificazione del danno che comprende le singole  voci di quello che in passato era definito come biologico e morale, la personalizzazione  in misura superiore ai limiti minimi e massimi degli ordinari parametri previsti dalle dette tabelle , è riconoscibile solo quando la specifica situazione  presa in considerazione  si caratterizzi per la presenza di circostanze di cui il parametro tabellare non possa già avere tenuto conto. La parte dovrà darne adeguata prova in corso di causa ed il Giudice dovrà darne adeguata motivazione in sentenza.