Corte di Cassazione del 19/1/2018 n. 1272

L’accertamento della sussistenza della lesione temporanea o permanente delle lesioni di lieve entità deve avvenire con rigorosi ed oggettivi criteri medico-legali

Leggendo attentamente la Sentenza della Corte di Cassazione, si può notare come non corrisponda a verità quanto affermato dai commentatori, difensori strenui delle parti danneggiate: la Cassazione abbatte il totem dell’accertamento strumentale! 

La Cassazione, in verità, non fa che confermare una modalità di accertamento e di riconoscimento del danno da lesione temporanea o permanente dell’integrità psico-fisica derivante da lesioni di lieve entità, da sempre accolta e condivisa: la prova della lesione deve essere fornita sempre, non esclusivamente con l’accertamento strumentale, ben potendo la CTU medico legale procedere secondo le leges artis ad effettuare tale accertamento. La Corte, nell’aderire alle motivazioni che hanno spinto il legislatore ad emanare la normativa del 2012, sancisce un principio importante al quale tutti gli operatori (magistrati, avvocati e medici) dovranno attenersi nelle valutazioni di queste lesioni lievi, e cioè che è necessario un rigoroso accertamento dell’effettiva esistenza delle patologie, al fine di impedire risarcimenti di postumi invalidanti inesistenti o enfatizzati.

Da notare che il caso specifico all’esame della Suprema Corte era un “colpo di frusta” ed è proprio rispetto a questa tipologia di lesione che la sentenza in esame richiede l’accertamento strumentale definendolo come “l’unico in grado di fornire la prova rigorosa che la legge richiede. E’ evidente che il ctu non può limitarsi a dichiararla accertata sulla base del dato puro e semplice del dolore più o meno accentuato che il danneggiato riferisca, così da potere rassegnare al giudice una conclusione scientificamente documentata e giuridicamente ineccepibile che è ciò che la legge richiede”.

SILVIA VAYRA FOTO PROFILO

Avv. Silvia Vayra silvia.vayra@avvocatosilviavayra.com